Il cambio dei soci non sempre fa cessare dal concordato
Nel corso di Speciale Telefisco l’Agenzia delle Entrate ricostruisce le cause di esclusione e di interruzione del concordato quando nello studio associato entrano o escono soci. In merito all’esclusione i paletti sono previsti dall’articolo 11, comma 1, lettere b-quater, b-quinquies e b-sexies; per la cessazione ‘forzata’ occorre fare riferimento all’articolo 21. L’ingresso nella compagine di un associato senza partita Iva determina la cessazione dell’efficacia del concordato per tutti, a causa dell’incremento della compagine sociale. Il concordato, invece, resta se si configura il rinnovo dell’adesione al patto con il fisco e il nuovo associato, nell’anno precedente, ha percepito redditi di lavoro dipendente o assimilato ovvero di impresa o di lavoro autonomo inferiori a 35 mila euro. Non basta a salvare il concordato l’ingresso nella compagine di un associato con partita Iva individuale che, a sua volta, aveva optato per il Cpb, sebbene sia soddisfatto il requisito della contestuale adesione dell’associazione e dei singoli associati.
